Dalle estinzioni di massa ai disastri ambientali, passando per le pandemie fulminee: ecco 12 film che vi faranno dire ‘Beh, poteva andare peggio‘. Scene di panico collettivo, eroi improbabili con battute ancor più improbabili, scenari post-apocalittici dove l’unica cosa più scarsa delle risorse idriche è la logica. Guardare il mondo che va a rotoli sul grande schermo è catartico… finché non succede davvero fuori dalla finestra. Spoiler: correre urlando non è mai una buona strategia.

Ammettiamolo: l’idea della fine del mondo ha un suo macabro fascino. Che si tratti della lotta disperata per la sopravvivenza in un mondo post-apocalittico come quello di Mad Max: Fury Road, o di un’epidemia talmente contagiosa da far rimpiangere i tempi del raffreddore (un caro saluto a Contagion, il film che ha reso tutti paranoici prima ancora che fosse di moda), il cinema ci ha regalato un’infinità di scenari apocalittici più o meno credibili.

Charlize Theron in Mad Max: Fury Road – Jasin Boland/Warner Bros

Ma perché fissarsi con la distruzione totale? Semplice: perché guardare il pianeta andare in mille pezzi sul grande schermo è infinitamente più comodo (e meno gravoso) che viverlo in prima persona. E poi, diciamocelo, c’è sempre quella sottile speranza di imparare qualcosa. Tipo, chi chiamare per primo se vediamo un fungo atomico all’orizzonte (spoiler: probabilmente non il vostro agente immobiliare).

Ecco, quindi, una personalissima selezione di 12 film sulla fine del mondo più freschi e meno battuti, che ci mostrano come potremmo (e forse dovremmo) prepararci alla grande kermesse finale dell’apocalisse. Prendete posto, stappatevi una birra (finché ce n’è) e godetevi lo spettacolo. Sperando che il ‘The End‘ sullo schermo rimanga solo finzione.

Leave the World Behind, Sam Esmail (2023)

Mahershela Ali, Myha’la Herrold, Julia Roberts e Ethan Hawke – CR: JoJo Whilden

Immaginate la scena: ricchi newyorkesi in fuga dal loro stress esistenziale (che, diciamocelo, spesso consiste nello scegliere il filtro giusto per Instagram) si rifugiano in una villa da sogno. Peccato che i sogni si trasformino presto in un incubo analogico, con segnali che vanno e vengono come la sanità mentale di certi politici, rumori nel bosco e l’arrivo dei presunti proprietari di casa, che con la loro calma olimpica insinuano che forse, ma solo forse, sta succedendo qualcosa di vagamente apocalittico. Julia Roberts sembra perennemente sorpresa, come se si fosse appena resa conto di aver lasciato il gas acceso, Ethan Hawke fa la sua solita parte del bravo marito un po’ ebete e Mahershala Ali aggiunge quel tocco di mistero che ti fa pensare “ok, lui sa decisamente più di quello che dice“. Il tutto condito da una regia (Sam Esmail, il geniale creatore di Mr. Robot) che ci tiene lì, incollati allo schermo, a chiederci se la vera minaccia siano i cervi un po’ troppo invadenti o la sceneggiatura che si diverte a non darti risposte chiare. Lo trovate su Netflix.

Knock at the Cabin, M. Night Shyamalan (2023)

Courtesy: Universal Pictures

Siete in vacanza in un idilliaco chalet isolato, pronti a staccare la spina dal caos quotidiano. Peccato che il destino (o la sceneggiatura particolarmente sadica di M. Night Shyamalan) abbia in serbo per voi una sorpresa a dir poco ‘vivace’. A farvi visita non saranno i simpatici vicini con una torta di benvenuto, ma un quartetto di figuri decisamente poco raccomandabili, interpretati tra gli altri da un convincente Dave Bautista (più tenero di un orsacchiotto inferocito) e Rupert Grint (dalle magie di Hogwarts a minacce esistenziali), che prendono in ostaggio la famiglia sostenendo di dover compiere un sacrificio per evitare la fine del mondo. Il film gioca con la nostra percezione della realtà e ci costringe a interrogarci su quanto saremmo disposti a credere (e a fare) di fronte a una profezia apocalittica portata da personaggi tutt’altro che rassicuranti. A noleggio su Amazon Prime Video e Apple Tv+.

Annihilation, Alex Garland (2018)

Courtesy of Paramount Pictures

Una gita fuori porta un po’ psichedelica. Un team di scienziate, con un curriculum di traumi personali che farebbe invidia a un personaggio di Dostoevskij, si avventura in questa “Area X“, un posto dove la natura ha deciso di dare un party un po’ troppo alcolico e le leggi della fisica sono state gentilmente invitate ad andarsene. Si ritrovano davanti a piante che sembrano uscite da un trip di LSD, orsi che imitano le urla umane (perché un ruggito era troppo banale, evidentemente) e Natalie Portman che inizia una simbiosi un po’ troppo intima con la flora locale. Se siete quel tipo di persone a cui piacciono i film che lasciano con la sensazione di aver appena guardato un quadro di Dalì dopo aver letto un trattato di fisica quantistica, questo è il vostro pane. Lo trovate su NOW e Sky, pronto a farvi mettere in discussione la realtà stessa.

Snowpiercer, Bong Joon-ho (2013)

Tilda Swinton in Snowpiercer (2013) (Lionsgate)

Che dire di quel meraviglioso microcosmo sociale su rotaie chiamato Snowpiercer? Un tentativo di risolvere il riscaldamento globale va storto come una dieta iniziata a gennaio, e il risultato è un’era glaciale che costringe i pochi sopravvissuti a vivere su un treno che sfreccia senza sosta intorno a un pianeta congelato. Ovviamente, l’umanità non perde il vizio di auto-segregarsi, quindi le carrozze diventano una metafora fin troppo azzeccata delle nostre amate disuguaglianze sociali: i ricchi banchettano e si godono la vita in prima classe, mentre i poveracci in fondo si contendono barrette proteiche dall’aspetto vagamente sospetto e sognano la rivoluzione a suon di tosse e stenti. Chris Evans dimostra che sa fare altro oltre a salvare l’universo come Captain America (anche se qui è un po’ meno allegro), Tilda Swinton è semplicemente geniale nella sua interpretazione di burocrate spietata e il tutto è diretto da Bong Joon-ho, un regista che sa come mescolare satira sociale e scene d’azione claustrofobiche (vedi il capolavoro Parasite). Lo trovate a noleggio su Amazon Prime Video o Apple Tv+. P.S. Nel 2020 è stata realizzata una serie tv Netflix omonima ispirata al film, che a sua volta è tratto dai fumetti francesi del 1982 dal titolo Le Transperceneige.

A Quiet Place, John Krasinski (2018)

Photograph by Jonny Cournoyer

Due sinfonie del silenzio, A Quiet Place e il suo sequel A Quiet Place II (nel 2024 è uscito il prequel A Quiet Place – Giorno 1, che però non è diretto da Krasinski e potete anche lasciar perdere). Immaginate di vivere in un mondo dove il minimo rumore ti trasforma nel pasto di una creatura con un udito fin troppo sviluppato e una vista evidentemente scarsa. Seguiamo le peripezie di una famiglia che ha imparato l’arte di comunicare a gesti e di camminare come se avessero i piedi di velluto su un pavimento pieno di Lego. Preparatevi a passare due ore a trattenere il respiro insieme a loro, sussultando al minimo scricchiolio. Emily Blunt è una madre coraggiosa che farebbe di tutto per i suoi figli, John Krasinski si dimostra un padre stoico (e anche un regista piuttosto bravo a creare tensione) e Millicent Simmonds, attrice realmente sorda, è spesso la più sveglia di tutti. Perfetti per una serata in cui allenare i muscoli facciali a esprimere terrore silenzioso, li trovate su Tim Vision o su Amazon Prime Video.

Greenland, Ric Roman Waugh (2020)

Gerard Butler in Greenland (2020)

La classica apocalisse da asteroide, ma vista attraverso gli occhi di un ingegnere strutturista, ironicamente specializzato nella costruzione di rifugi anti-bomba. Gerard Butler corre in giro cercando di salvare la sua famiglia in mezzo a un caos che farebbe sembrare il Grande Raccordo Anulare all’ora di punta un’oasi di pace. Tra traffico apocalittico, gente che nel panico prende decisioni discutibili e un sacco di “ma perché nessuno ci ha pensato prima?“, il film vi farà chiedere se l’estinzione di massa non sia, a volte, una soluzione fin troppo logica. Disponibile su Tim Vision e NOW, nel caso vogliate prepararvi psicologicamente al prossimo impatto di un corpo celeste.

The Silence, John R. Leonetti (2019)

Stanley Tucci e Kiernan Shipka – Credits: Netflix

Stessa premessa di A Quiet Place: un mondo invaso da creature volanti che non ci vedono, ma hanno un udito così sviluppato che un sussurro nel deserto farebbe scattare l’allarme. In questo contesto sonoro delicato, seguiamo le vicende di una famiglia, tra cui spicca una ragazza sorda, che ovviamente ha un vantaggio comunicativo non indifferente. Stanley Tucci, con la sua solita versatilità, si cala nei panni del padre stoico (forse un po’ meno tormentato del solito), mentre Kiernan Shipka dimostra che anche nel silenzio più totale si può esprimere un certo disagio adolescenziale. Miranda Otto completa il quadro familiare con la sua presenza materna e protettiva. Forse, per sopravvivere a certe “invasioni”, l’unica soluzione è imparare a sintonizzarsi sul silenzio, e riflettere sul valore del non-udire in un mondo che urla. Su Netflix.

Bird Box, Susanne Bier (2018)

Photograph by Saeed Adyani

Restando su Netflix, ci ritroviamo in un mondo dove guardare qualcosa negli occhi ci spinge a un’improvvisa e spesso creativa forma di suicidio. La soluzione? Bendarci tutti e andare avanti a tentoni. Sandra Bullock interpreta una madre che deve guidare due bambini (chiamati, con una creatività sconcertante, “Boy” e “Girl“) attraverso un paesaggio post-apocalittico senza poter vedere nulla. Il film vi farà passare due ore a chiedervi come facciano a non inciampare ogni tre secondi, e a rivalutare il senso della vista. Ha avuto un suo momento di gloria virale, quindi se ve lo siete perso, sapete dove trovarlo.

It Comes at Night, Trey Edward Shults (2017)

Joel Edgerton in It Comes at Night (2017)

Un bellissimo e terrificante film che ci porta in un’atmosfera cupa e paranoica. Una famiglia vive isolata nel bosco dopo una misteriosa epidemia, seguendo regole rigidissime per non infettarsi. L’arrivo di un’altra famiglia in cerca di rifugio scatena una spirale di sospetti e silenzi carichi di tensione. Il film non spiega granché su cosa stia succedendo, preferendo concentrarsi sul disagio e sulla crescente paranoia dei personaggi. Perfetto per chi ama farsi venire l’ansia senza bisogno di mostri che saltano fuori all’improvviso. Lo trovate su Amazon Prime Video o Apple Tv+, pronto a farvi dubitare del vostro prossimo vicino di casa (anche se abitate in un condominio).

Extinction, Ben Young (2018)

Copyright: © Netflix

Extinction ci presenta un padre di famiglia tormentato da incubi su un’invasione aliena e, come spesso accade nei migliori film di genere, gli incubi si materializzino in un giorno qualunque, con tanto di astronavi che oscurano il cielo e creature non esattamente amichevoli che scendono a fare un po’ di “pulizia” del pianeta. Mentre cerca di proteggere i suoi cari, il film cerca di infilarci una sorta di “colpo di scena” che dovrebbe ribaltare le nostre (e le loro) certezze su chi siano veramente gli invasori. Michael Peña fa il papà preoccupato, Lizzy Caplan la moglie un po’ incredula. Disponibile su Netflix, pronto a farci riflettere sul fatto che, a volte, il vero nemico potrebbe essere più vicino di quanto pensate… o forse no. Decidete voi.

#Alive, Cho Il-yung (2020)

Courtesy of Netflix

E poi c’è quel gioiellino coreano intitolato #Alive, dove l’apocalisse zombie incontra i social media. Un giovane si ritrova barricato nel suo appartamento a Seul mentre fuori la gente si sbrana a vicenda. La sua unica finestra sul mondo è il suo smartphone, con cui cerca disperatamente di connettersi con altri sopravvissuti (e di trovare un po’ di Wi-Fi, priorità assoluta, ovviamente). Il film è una riflessione un po’ ironica sulla nostra dipendenza dalla tecnologia anche di fronte alla fine del mondo. Lo trovate su Netflix, pronto a farvi pensare a cosa fareste se il vostro feed di Instagram diventasse improvvisamente pieno di non-morti affamati.

Don’t look up, Adam McKay (2021)

Photograph by Niko Tavernise / Courtesy Netflix

Infine, arriviamo alla satira apocalittica per eccellenza. Due astronomi un po’ nerd cercano di avvertire il mondo che un asteroide grande quanto il Texas sta per farci fare una brutta fine. Peccato che si scontrino con una Presidente più interessata ai sondaggi, i media che preferiscono parlare di gossip e un’opinione pubblica divisa tra chi nega l’esistenza dell’asteroide e chi lo usa come pretesto per creare meme. Il film è una risata amara sulla nostra incapacità di prendere sul serio le minacce esistenziali, preferendo concentrarci su cose decisamente più futili. Il cast è stellare (Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence sono perfetti nei ruoli degli scienziati disperati, Meryl Streep è una Presidente da antologia e Jonah Hill è il suo capo di gabinetto ideale), e il film, disponibile su Netflix, vi lascerà con un sorriso agrodolce e una forte voglia di urlare contro lo schermo.


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